Anno 1915


Il territorio, costituito da prati irrigui, pascoli e boschi è razionalmente sfruttato da un’agricoltura dedita all’allevamento bovino. La foraggicoltura e la pastorizia in alta quota consentono la produzione di una rilevante quantità di fontina di ottima qualità. Da secoli il passaggio delle mandrie dai villaggi stanziali agli alpeggi segna l’inizio della stagione estiva.

Nel mese di dicembre le famiglie si riuniscono per la cottura del pane di segala, antico rito che si protrae da secoli secondo una ricetta gelosamente tramandata da padre in figlio. Una tradizione profondamente radicata è il carnevale storico: il carnevale della Coumba Freide (valle del Grand San Bernardo) così come lo conosciamo, è la parodia del passaggio di Napoleone e delle sue truppe in Valle d’Aosta: senza ombra di dubbio questo avvenimento colpì fortemente l’immaginazione delle popolazioni locali. L’ultima benda (gruppo) del carnevale di Doues è recente: la sua prima sortia (uscita) si è svolta nel 2000 .

In quell'occasione è stata allestita una mostra e, cercando vecchi costumi,materiale fotografico,documenti e realizzando interviste, si sono potute approfondire le conoscenze circa le origini del carnevale. Le foto più antiche risalgono ai primi del ‘900. in quel periodo, per partecipare al carnevale ognuno realizzava il proprio vestito, in base alle sue possibilità. I vestiti erano molto più poveri di quelli attuali, ma le figure tradizionali erano già presenti (Arlecchini, Mascre, Demouazelle e Guida). Il giorno della sortia del gruppo alcuni componenti si presentavano con il volto già coperto da maschere di stoffa, di carta o di legno: in questo modo i membri del corteo non si riconoscevano neanche tra di loro. La bènda, composta da soli uomini, passava a piedi nelle varie frazioni visitandole famiglie le quali offrivano generalmente uova, burro fuso e vino.

Le donne e i bambini rimanevano in casa ad osservare la sfilata, provando una sensazione d’attrazione e di paura. Nei primi anni del ‘900, mentre le maschere si trovavano nel villaggio di Meylan, dai prati sottostanti arrivò un asino che catturò l’attenzione e la curiosità dei presenti: le due persone nascoste sotto il costume, oltre a far divertire la gente, interpretavano talmente bene il loro ruolo che nessuno riusciva a riconoscerli. A testimonianza di questo singolare episodio abbiamo oggi la testa e gli zoccoli dell’asino. Un cambiamento è avvenuto nel 1970 con la nascita del primo comitato, che, acquistando la stoffa e facendo confezionare tutti i vestiti dalla stessa persona, creò una bènda uniforme. Nel 1984 i costumi sono stati rinnovati nel gruppo,col passare degli anni, hanno fatto il loro ingresso anche le donne. Il carnevale di Doues si distingue dagli altri carnevali della Comunità Montana Grand Combin per molti aspetti. La differenza è innanzitutto visiva: a Doues , come ad Allein, non ci sono le coppie di maschere dello stesso colore, ma vi è un solo colore, il rosso. Inoltre, i cappelli sono portati con le punte rivolte verso i lati parallele alle spalle e non perpendicolari, come negli altri comuni.

A queste particolarità si aggiunge una differenza sostanziale: se altrove il carnevale consiste in una sfilata che si conclude con una festa, a Doues il comitato delle maschere, lo comité di mascre a conservato il vecchio spirito. Infatti il pubblico ha ancora un ruolo attivo all’interno di questa complessa forma teatrale, la cui simbologia trova le sue radici nei riti pagani legati al ritorno della primavera. La domenica, il lunedì e il martedì grasso, tutti quanti partecipano alla festa e la simbiosi tra le famiglie e i personaggi del carnevale(che svolge tra l’altro una funzione di socializzazione di cui nessuno può dubitare ) è resa possibile dalla generosità delle prime che aprono le loro porte al corteo, offrendo abbondanti approvvigionamenti, ma anche dall’impegno delle maschere che fanno tutto il possibile affinché nessuno, che sia giovane o vecchio, uomo o donna, sia escluso dalla festa.

E’ proprio questa funzione profondamente sociale, molto più che gli aspetti folcloristici e le occasioni di dare spettacolo, a primeggiare nello spirito dei Doyards, ogni volta che indossano i loro preziosi costumi preziosi per l’enorme lavoro di confezione (stoffa, lustrini, nastri, specchietti, campanelle e perline), ma preziosi soprattutto per il rispetto che si deve portare agli antenati che, con questa tradizione, ci hanno lasciato un patrimonio immenso fatto di valori morali e culturali senza i quali non saremmo quelli che siamo. Ed è così che il carnevale di Doues si trasmette di generazione in generazione e, dalla fine della seconda guerra mondiale (durante la quale fu sospeso), non ha conosciuto interruzioni.


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